LA PERSONA DISABILE HA DIRITTO ALL’INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO ANCHE SE IL CERTIFICATO MEDICO INTRODUTTIVO NON È CORRETTO

martedì 17 Dicembre 2019


LA PERSONA DISABILE HA DIRITTO ALL’INDENNITÀ DI ACCOMPAGNAMENTO ANCHE SE IL CERTIFICATO MEDICO INTRODUTTIVO NON È CORRETTO

Cassazione difende diritti disabile. La persona disabile ha diritto a ottenere l’indennità di accompagnamento: qualora ne sussistano i requisiti sanitari, alla semplice presentazione della domanda di invalidità civile, e anche se in presenza di vizi formali.

Una novità, questa, introdotta dalla decisione della Corte di Cassazione. “La Suprema Corte (ordinanze n. 24896 del 4 ottobre 2019 e n. 25804 del 14 ottobre 2019) – chiarisce anche l’Inps nel messaggio 3883 del 25.10.2019 – si è pronunciata sulla fattispecie di incompleta compilazione della domanda amministrativa, sia nel caso in cui nel CERTIFICATO MEDICO INTRODUTTIVO manchi il segno di spunta sulle condizioni per beneficiare dell’indennità di accompagnamento, sia nel caso in cui il segno di spunta sulla sussistenza di tali condizioni sia negativo”.

Cassazione difende diritti disabile

La persona disabile, quindi, ha diritto a ottenere l’indennità di accompagnamento. Qualora ne sussistano i requisiti sanitari, alla presentazione della domanda di invalidità civile, anche se presente nel certificato medico qualche disattenzione. Pertanto i funzionari INPS preposti alla liquidazione dell’indennità di accompagnamento hanno preso atto. DOVRANNO DARE SEGUITO AL DECRETO DI OMOLOGA EMESSO DAL GIUDICE, provvedendo al pagamento della prestazione.

La soddisfazione di Caradonna

“È fondamentale – commenta Michele Caradonna, presidente ANMIC Bari – non permettere a nessuno di commettere errori che possano pregiudicare irrimediabilmente l’esito finale di una procedura che darebbe il giusto diritto alla persona con disabilità”. Soddisfatto dunque Caradonna per la sentenza della Corte Suprema di Cassazione che aggiunge: “La persona con disabilità effettua una visita specialistica in cui viene certificata la sua grave condizione; successivamente è il medico (generalmente il medico curante) che provvede all’invio formale all’Inps del certificato Medico Introduttivo. La mancata spunta sulle condizioni per beneficiare dell’indennità di accompagnamento, non può e non deve pregiudicare l’esito finale ed il rispetto del diritto della persona”.

“Francamente – conclude il Presidente dell’ANMIC di Bari – trovo anche ingiusto che l’INPS sino ad oggi ne abbia fatto motivo per non erogare il beneficio spettante”.

Nel 2010 Caradonna era presente a una manifestazione a Roma contro i possibili tagli sulle pensioni e indennità di accompagnamento, evidenziava che non si possono sempre perseguire le persone disabili. Soprattutto per gli errori commessi da altri ed in merito ai falsi invalidi: “l’alibi più ovvio per togliere o tagliare le bassissime pensioni”. Evidenziava:

“È vero che esistono i falsi invalidi, ma è anche vero che il falso invalido non stila e non si firma da solo la certificazione della sua patologia”.
Web Made in Italy